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Un “patto” per il bene comune: Publiacqua e le cooperative insieme per l’inclusione sociale

Prendersi cura della comunità partendo dai piccoli gesti quotidiani, come la manutenzione dei fontanelli pubblici o la gestione delle aree verdi. È questo il cuore del nuovo protocollo d’intesa firmato oggi da Publiacqua, il principale gestore idrico della nostra regione, e dalle grandi centrali cooperative AGCI Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Dipartimento Welfare Legacoop Toscana. Un accordo che trasforma la manutenzione urbana in una preziosa opportunità di riscatto per le persone socialmente svantaggiate.

L’accordo, di durata triennale, non è solo una firma su carta, ma un impegno concreto a collaborare fianco a fianco. L’obiettivo è generare un valore aggiunto per il territorio, segnando un primo, fondamentale passo verso una sinergia tra imprese e terzo settore capace di creare benefici per tutti. Attraverso la sperimentazione di nuove forme di partenariato, co-programmazione e co-progettazione, il protocollo punta a dare vita a un modello innovativo che unisce il settore pubblico, quello privato e il mondo del sociale.

L’incontro ufficiale per la sigla dell’accordo si è tenuto oggi, 13 febbraio, nella sede fiorentina di Publiacqua in via Villamagna 90/c. Al tavolo erano presenti Nicola Perini, Presidente di Publiacqua, Alessandro Giaconi, Presidente di AGCI Toscana, Giacomo Billi, Presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, e Gianni Autorino, responsabile del Dipartimento Welfare Legacoop Toscana.

I rappresentanti delle tre centrali cooperative hanno espresso grande soddisfazione: “Questo protocollo rappresenta un passo concreto verso un modello di sviluppo che mette al centro le persone, il territorio e la coesione sociale. Creare opportunità di occupazione qualificate, specialmente per chi vive situazioni di svantaggio, è uno strumento fondamentale per garantire autonomia, dignità e la possibilità di costruirsi un futuro, con riflessi positivi sull’intera comunità. La collaborazione tra le cooperative sociali di inserimento lavorativo e Publiacqua, che ringraziamo per la disponibilità al confronto e l’attenzione dimostrata verso i processi di inclusione, va proprio in questa direzione: un’alleanza che contribuisce a costruire un’economia più giusta, sostenibile e orientata al bene comune. Come cooperazione sociale, sentendoci agenti di cambiamento positivo, ci auguriamo che questo partenariato pubblico-privato-sociale possa diventare un esempio per altre società che operano nei servizi pubblici”.

Giovanni Autorino, del Dipartimento Welfare Legacoop Toscana, ha sottolineato come il protocollo affondi le sue radici nei 17 goal e nei 169 sotto-obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, pensati per combattere povertà, diseguaglianze e cambiamenti climatici, promuovendo una società pacifica. Si tratta di principi che Publiacqua sposa già da tempo e che le società cooperative sentono profondamente propri, anche alla luce del d.lgs. 125/2024, che recepisce la direttiva europea 2022/2464/UE.

Il grande traguardo è creare valore per le comunità locali attraverso progetti di inclusione lavorativa e sociale dedicati alle categorie più fragili. Questa collaborazione si manifesterà concretamente attraverso tre pilastri: l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, la valorizzazione delle risorse del territorio in un’ottica di economia circolare e un’attenzione particolare al welfare e alla dimensione sociale nel rendere più efficienti i servizi pubblici.

Un aspetto fondamentale dell’accordo riguarda il metodo di lavoro, basato sulla co-programmazione e co-progettazione. I firmatari hanno stabilito un percorso che prevede la nascita di un Tavolo di coordinamento con compiti ben precisi:

  • Elaborare un piano operativo dettagliato;
  • Monitorare l’effettiva attuazione del protocollo;
  • Promuovere la diffusione delle buone pratiche;
  • Valutare l’impatto sociale ed economico delle azioni intraprese.
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Il piano operativo nascerà da un’attenta analisi delle attività di Publiacqua S.p.A. che possono essere affidate all’esterno, incrociandole con le competenze delle cooperative sociali locali e con i bisogni occupazionali delle persone coinvolte. Da qui partiranno dei progetti pilota prioritari, sostenuti anche da attività di formazione per il personale di Publiacqua e da percorsi di crescita tecnica (capacity building) per le cooperative sociali.

Il raggio d’azione della collaborazione è vasto. Tra le attività che Publiacqua potrebbe affidare alle cooperative troviamo:

  • Manutenzione e gestione dei fontanelli pubblici;
  • Servizi ambientali e cura del verde;
  • Servizi di supporto logistico;
  • Servizi di comunicazione e sensibilizzazione;
  • Iniziative legate all’economia circolare;
  • Manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture;
  • Servizi di presidio, sorveglianza e pulizia;
  • Supporto alle attività di sostenibilità.

Ma c’è di più: l’obiettivo ambizioso è che questo protocollo diventi un modello di riferimento da esportare. Al termine della fase pilota, le parti valuteranno i risultati, analizzando successi e criticità. L’intenzione è quella di organizzare iniziative pubbliche per presentare i traguardi raggiunti, contribuendo così a diffondere questo virtuoso modello di collaborazione su scala regionale e nazionale.

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La dichiarazione di Gianni Autorino, responsabile Dipartimento Welfare Legacoop Toscana
La dichiarazione di Nicola Perini, presidente di Publiacqua

di Leonardo Panerati