a cura di Redazione
Mercoledì 3 giugno il Teatro Bolognini ha ospitato il grande scrittore e regista francese. Un pomeriggio di profonda riflessione culminato nel dialogo “Il corpo della scrittura” con Paolo Di Paolo.
PISTOIA – La grande letteratura internazionale è tornata a illuminare la città. Si è svolta due giorni fa, mercoledì 3 giugno, l’attesa cerimonia di consegna della decima edizione del Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia (2026), conferito quest’anno a Emmanuel Carrère, uno dei massimi e più amati autori della scena contemporanea.
Il Teatro Bolognini ha fatto da cornice a un evento che ha ribadito il prestigio di un riconoscimento voluto e promosso dalla Fondazione Caript. Il premio viene infatti assegnato a personalità capaci di porre al centro della propria opera il valore del dialogo e la comprensione delle relazioni umane: una missione che lo scrittore, sceneggiatore e regista francese persegue da decenni, trasformando con maestria le storie individuali in lenti d’ingrandimento per interpretare la complessità del nostro tempo.
“Il corpo della scrittura”: il dialogo con Paolo Di Paolo
Dopo il momento istituzionale della consegna, avvenuta alle 17.30, il pubblico ha potuto assistere a un intenso momento di confronto. Carrère è stato protagonista dell’incontro “Il corpo della scrittura”, dialogando con lo scrittore Paolo Di Paolo.
È stata un’occasione preziosa per sviscerare i meccanismi creativi di un autore capace di mettere costantemente in gioco sé stesso. Attraverso la sua narrazione, Carrère attraversa da sempre temi intimi e questioni collettive, mantenendo uno sguardo lucido, letterario e profondamente civile. L’evento, per garantire la massima fruibilità, è stato trasmesso anche in streaming sui canali web e social del festival, e seguito da un nutrito pubblico collegato dall’Auditorium della Biblioteca San Giorgio.
Le motivazioni: un autore che non arretra davanti ai tabù
La giuria ha tributato a Carrère un omaggio sentito e puntuale. Nelle motivazioni lette durante la premiazione, si evidenzia come l’autore abbia “ridefinito i confini della letteratura contemporanea”. Con la sua scrittura, definita “elegante e affilata, che non arretra mai davanti alle ombre o ai tabù”, il racconto personale si espande fino a diventare universale.
Parole di grande elogio sono state spese per la sua ultima pubblicazione, Kolchoz (2026), che la giuria ha incoronato come “libro-summa della sua intera produzione”. Un’opera dove “la geopolitica si specchia nei ricordi”, dimostrando che la ricerca della verità è una necessità vitale e una “bussola” indispensabile per resistere alle tempeste della Storia.
Il ritratto di un maestro contemporaneo
Il premio suggella una carriera straordinaria. Edito in Italia da Adelphi, Emmanuel Carrère ha impresso il suo stile unico fin dal 1993 con la biografia su Philip K. Dick (Io sono vivo e voi siete morti), per poi scavare nell’indagine del reale con capolavori come L’Avversario (2000), Vite che non sono la mia (2009) e il caso letterario globale Limonov (2011). Fino ai successi dell’ultimo lustro: Yoga (2021), V13 (2023), Ucronia (2024) e il già citato Kolchoz. Pluripremiato in patria (Prix Femina, Renaudot e Médicis), è anche un apprezzato regista cinematografico (il suo Tra due mondi ha aperto la Quinzaine des Réalisateurs a Cannes nel 2021) e sceneggiatore televisivo (Les Revenants).
Un Albo d’Oro che fa la storia del Festival
Con la cerimonia di mercoledì, Carrère inscrive il suo nome in un Albo d’Oro di assoluto prestigio, affiancando figure come David Grossman, Wole Soyinka, Vandana Shiva, Luis Sepúlveda, Claudio Magris, Dacia Maraini, Amitav Ghosh, Corrado Augias e Chiara Saraceno.
A sceglierlo è stata la giuria composta da Luca Gori e Cristina Pantera (presidente e vice della Fondazione Caript), dalla direttrice Giulia Cogoli e dagli antropologi Marco Aime, Adriano Favole, Andrea Staid ed Elisa Brivio.
Il conferimento del Premio rappresenta idealmente il coronamento della diciassettesima edizione dei Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia del contemporaneo che, dal 22 al 24 maggio scorsi, aveva già registrato un grande successo esplorando il tema “Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano”.




