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Una amica – Antonio Petracchi

di Antonio Petracchi

Trentasettesima poesia di una serie composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita

Seduto, stavo seduto da un bel po’ di tempo, quando ho preso il bastone per alzarmi, ho capito che non sarebbe stato come prima.
Son tornato a sedermi e ancora passo molto del mio tempo seduto.
La vita passa in un altro modo se la vedi da seduto, la vita passa o meglio non passa, almeno così sembra.
Torno, vado, ritorno al tempo passato, nelle parole trovo vita nuova, la mente va, le parole cercano di fermare quei sapori che erano di altri momenti, insoliti, se pur conosciuti ora appaiono nuovi.
Vado saltellando, a ricordare passeggiate in boschi con alberi alti, frondosi.
A volte mi trova in campi con l’erba alta, altre volte mi vedo sdraiato a guardare il cielo, mentre assaporo il filo d’erba che tengo in bocca, altre volte mi trovo in bicicletta per strade di campagna strette con i fossi dalle parti con l’acqua che scorre lentamente, con libellule che brillano con rane e farfalle.
Ricordi, di una infanzia immersa nel verde.
Mi trovo da sveglio a passeggiare, a pensare, poi devo andare al fare, devo lasciare i miei ricordi, perché sempre c’è da fare, come allora devo tornare a fare i compiti.
Ero solo, torno solo in quei boschi, in quei prati, torno solo al mio fare.
Tu sei il piacere della leggerezza, il piacere del silenzio, delle nuvole che a gomitoli passano, tu sei il sapore di quel filo d’erba, tu sei il piacere della scoperta, il piacere di sapere che non sei solo, non conosco il tuo volto, ma ti sento e tu mi ascolti, tu esisti.