Firenze, 19 ottobre 2026 – Il capogruppo del M5S in Consiglio regionale Luca Rossi Romanelli si è recato questa mattina al cantiere dell’Alta Velocità di Firenze, dove giovedì scorso ha perso la vita il giovane operaio Ayoub Abourabil. Una tragedia che riporta al centro dell’attenzione la sicurezza nei grandi cantieri e sulla quale il M5S torna a sollecitare un intervento legislativo nazionale, rilanciando la mozione presentata il 30 settembre scorso dai consiglieri Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli per chiedere l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro: «Le indagini dovranno chiarire quanto accaduto a Firenze e accertare ogni eventuale responsabilità, senza anticipare giudizi che spettano alla magistratura ma la politica ha già elementi sufficienti per agire sul piano generale» dichiara il consigliere Rossi Romanelli.
La mozione del M5S impegna il Presidente e la Giunta ad attivarsi presso il Parlamento affinché venga istituita una Procura nazionale del lavoro, riprendendo le proposte legislative già depositate alle Camere. L’obiettivo è dotare la magistratura di una struttura specializzata, capace di coordinare le indagini sui reati in materia di salute e sicurezza, raccogliere e analizzare sistematicamente i dati, diffondere metodologie investigative avanzate e affrontare con maggiore efficacia anche le responsabilità connesse agli incidenti più complessi.
Secondo i dati richiamati nella mozione, nei primi sette mesi del 2026 in Toscana sono stati registrati 40 infortuni mortali, 27 dei quali avvenuti direttamente in occasione di lavoro. Numeri che, pur in presenza di un sistema regionale di prevenzione articolato e di un’intensa attività ispettiva, confermano la necessità di rafforzare gli strumenti di vigilanza e di intervento. Accanto all’istituzione della Procura nazionale, l’atto chiede infatti ulteriori misure di sostegno alle imprese che investono in dispositivi e tecnologie innovative per la sicurezza e l’ampliamento dei programmi di educazione alla prevenzione nelle scuole, in collaborazione con gli organismi competenti.
«Il problema che continuiamo a denunciare riguarda anzitutto l’applicazione delle norme e l’effettiva capacità dello Stato di farle rispettare – prosegue Rossi Romanelli – abbiamo una legislazione articolata, ma i controlli restano insufficienti e l’organizzazione delle indagini non sempre dispone delle risorse e delle competenze specialistiche necessarie. Una Procura nazionale del lavoro, con magistrati specificamente formati e un coordinamento stabile delle attività investigative, permetterebbe di affrontare queste carenze e di intervenire con maggiore efficacia anche sul terreno della prevenzione. È una proposta sulla quale chiediamo alla Regione di assumere una posizione chiara e di esercitare tutta la propria capacità di interlocuzione con il Governo e il Parlamento».
