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In cammino contro lo stigma: la nostra presenza al corteo del “Cavallo Blu” a Prato

di Leonardo Panerati

Sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, anche noi della cooperativa sociale Eccoci abbiamo scelto di scendere in strada a Prato per vivere un momento collettivo dal forte significato umano e civile. Insieme a tante realtà del territorio, operatori, famiglie e semplici cittadini, ci siamo uniti al corteo-festa “La Città che si Fa Assieme: il Cavallo Blu”, animati dalla convinzione che il benessere psicologico ed emotivo non sia una fragilità da nascondere o un fatto privato, ma un bene comune che riguarda l’intera comunità.

Il nostro cammino è partito nel primo pomeriggio dagli spazi della Casa delle Associazioni del Benessere Integrato in via Pomeria. Indossando le pettorine arancioni dedicate all’iniziativa, ci siamo incamminati lungo le vie del centro storico, attraversando Porta Frascati e via Santa Trinita, fino a raggiungere la suggestiva cornice di Piazza delle Carceri, proprio all’ombra del Castello dell’Imperatore. Ad accompagnare la sfilata c’era una presenza speciale: una scultura in legno e rami montata su ruote, battezzata con affetto Marco Cavallo 🐴, richiamo diretto alla storica rivoluzione di Franco Basaglia. Quel cavallo non è rimasto una semplice opera simbolica, ma è diventato un custode di storie e desideri condivisi, accogliendo lungo il tragitto i biglietti, i pensieri e le speranze scritti a mano dai partecipanti per dare voce a ciò che troppo spesso resta inascoltato.

Camminare insieme per le strade della città ha significato prima di tutto andare oltre le etichette. A quasi cinquant’anni dalla legge 180, i muri materiali dei manicomi sono caduti, ma rischiano spesso di ripresentarsi sotto forma di solitudine, pregiudizio e linguaggi che riducono la persona alla propria diagnosi. Per noi che operiamo quotidianamente nel sociale, la vera risposta resta quella relazionale: non è chi vive un momento di fragilità a doversi adattare ai ritmi escludenti del contesto, ma è la collettività che deve imparare ad accogliere. La salute mentale si costruisce creando legami autentici nei quartieri, nelle piazze e nei luoghi di vita quotidiana, dove ciascuno possa sentirsi parte integrante del tessuto cittadino.

Ritrovarsi in piazza per realizzare insieme l’opera collettiva, condividere le testimonianze delle realtà aderenti e poi fare ritorno tutti insieme in via Pomeria per concludere il pomeriggio tra musica e un rinfresco conviviale è stato per la nostra cooperativa un momento di grande incoraggiamento. Ringraziamo con affetto la Casa delle Associazioni del Benessere Integrato, le tante realtà associative partner e ogni cittadino che ha incrociato il nostro sguardo e il nostro passo. Per noi di Eccoci questo percorso non si esaurisce in una data sul calendario, ma continua ogni giorno nei nostri servizi e nelle relazioni quotidiane, con l’impegno costante di costruire una città più aperta, vicina e solidale con tutti 💙.