Di Redazione
Nel panorama artistico contemporaneo, la pittura di Helena — al secolo Elena Santini — si distingue per una grazia rara e una profonda urgenza espressiva. Nata a Prato nel 1974, l’artista ha intessuto con la natura un dialogo intimo e viscerale fin dall’infanzia. Un legame cresciuto poi a Firenze, dove ha mosso i primi passi fondamentali partendo dagli insegnamenti dello storico Istituto d’Arte di Porta Romana e dal magistero del professor Lorenzo Fontanelli, sviluppando una cifra stilistica eterea e fortemente poetica.
In questi giorni il suo percorso ha vissuto una tappa di rilievo nel cuore della capitale: Helena ha infatti partecipato con due sue opere alla mostra collettiva “Artisti in Mostra” tenutasi presso la Galleria “La Porta dell’Arte” a Trastevere (Roma), a cura di Paola Aleandri con Dario De Luca, riscuotendo un significativo riscontro di pubblico e critica.
Osservando il ritratto fotografico dell’artista, emerge con immediatezza la cifra della sua identità umana e creativa: seduta a terra in una posa spontanea e priva di artifici, Helena rivela un profondo radicamento con la terra. Lo sguardo è diretto, intenso e fiero, specchio di quell’introspezione che alimenta il suo “viaggio interiore”. L’abito a trama floreale che indossa non è un dettaglio casuale, ma un ponte visivo speculare: l’artista si fonde visivamente con i motivi vegetali, incarnando pienamente la sua intima convinzione di sentirsi “più simile a un fiore che a un essere umano”. È l’immagine di una donna che vive l’arte non come esercizio esteriore, ma come un’esigenza viscerale e quotidiana.
Helena, come nasce il tuo legame così profondo con il mondo vegetale e floreale?
“Sono una bimba curiosa cresciuta a Prato, in un ambiente che non permetteva grandi viaggi. La mia formazione è stata un lungo viaggio interiore, vissuto a stretto contatto con la natura. I fiori, i prati verdi, gli alberi imponenti e le foglie mosse dal vento mi davano la sensazione dell’immaginario, dell’eterno e del Tutto. Mi sento quasi più simile a un fiore che a un essere umano.”
Che ruolo ha avuto Firenze e la scuola nella tua maturazione artistica?
“Firenze è una città potente che amo nel profondo del cuore. Partire dagli insegnamenti dell’Istituto d’Arte di Porta Romana mi ha permesso di scoprirmi e formarmi. Lì, tra i libri e gli affetti più cari e il maestro Lorenzo Fontanelli —, la fantasia, la realtà e la scrittura sono diventate un tutt’uno. Tutta la mia felicità era concentrata in quell’ambiente.”
Cosa rappresenta oggi per te dipingere?
“Un’urgenza espressiva non più rimandabile. Trasferisco su tela i ricordi, i giardini interiori e le sfumature della mia anima. È come spiccare il volo e porgere le ali in dono. La mia vita ha ricevuto il dono più bello: mio figlio Elia. Ogni mia tela, ogni mio respiro e ogni istante sono dedicati interamente a lui. Pensando a te, Elia, la mia vita ha preso forma.”
Come evidenziato dalla critica d’arte, la tecnica di Helena si fonda su una raffinata polimatericità che unisce la fluidità dell’acrilico, la corposità dell’olio e l’uso di elementi naturali. L’aspetto più suggestivo del suo stile risiede nel gesto grafico finale: l’uso del pennarello o del fineliner per tracciare i contorni floreali sopra la stesura pittorica di fondo. Questo crea un equilibrio affascinante tra la libertà informale del colore e la precisione del dettaglio botanico.
Giardino dell’Ave (Acrilico e pennarello su tela, 30×60 cm) — L’opera dedicata al figlio Tra le creazioni più intense e simboliche del percorso dell’artista spicca Giardino dell’Ave, un’opera verticale elegiaca in cui steli slanciati e fieri sorreggono infiorescenze geometriche dalle sfumature rosate e blu. Questo dipinto, custodito in collezione privata, racchiude l’essenza della devozione materna di Helena: un vero e proprio omaggio visivo e spirituale al figlio Elia, in cui la delicatezza dei petali si unisce alla forza protettiva di una natura eterna. Il fondo grigio spatolato esalta la brillantezza del tratto, testimoniando il perfetto controllo dell’artista sulla composizione.
Sam negli occhi (Acrilico, tempera e fineliner su tela, 50×50 cm) Una vibrante celebrazione della natura rigogliosa. Un denso prato in primo piano fa da base a una ricca varietà di corolle colorate che spaziano dall’arancio al blu turchese, incorniciate da un cielo sognante.
Giardino di ghiaccio (Acrilico, pennarello, acquerello e tempera su tela, 50×60 cm) Tra le tele più recenti, quest’opera mostra la maturità espressiva di Helena. Su uno sfondo scuro e profondo emergono steli bianchi e luminosi con tocchi di rosso vermiglio, trasmettendo un senso di quiete, purezza e mistero.
Su richiesta (telefonando al numero 329 6027313 o scrivendo a elenasantini09@gmail.com), l’artista invia volentieri il suo recente portfolio, curato nei dettagli da una nota scrittrice pratese.

