Il sesto di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita
di Antonio Petraccchi
Via dalla città
La città è un piatto rovente, uno sformato appena sfornato, dall’asfalto evaporano miraggi. La luce abbaglia gli occhi di chi siede al volante, poi quando catturati da quei vapori prende il disagio, la smania, la voglia di fuga.
Così tutti corrono a cercare l’aria che manca. Il caos, il delirio, come formiche frenetiche colonne di auto si dirigono verso l’uscita, verso i monti, verso il mare. C’ è chi impreca, chi azzarda manovre improvvise, chi cerca scorciatoie per sfuggire a quel tempo perduto, per raggiungere il punto individuato, per arrivare a catturare un posto unico, ma che tutti sognano. Sfinito, stanco, amareggiato, prenderà poi la via del ritorno, si dirigerà verso casa, ripiegando su una quiete modesta, pronto a riprendere all’indomani un lavoro che lo deprime, che lo spinge a sognare un posto unico, un posto tutto suo.
Così tornerà a cercare e…Poi tornerà e… poi ….
Mi chiedo, ma che vita fanno quei polli che non escono mai dal pollaio.
