locandina

Uniti per una nuova tessitura sociale

Mostra personale di Gloria Campriani – A cura di Ignazio Fresu e Gustavo Maestre

Da domenica 31 maggio al 21 giugno 2026 NISTRI 33 presenta “Uniti per una nuova tessitura sociale, mostra personale di Gloria Campriani curata da Ignazio Fresu e Gustavo Maestre.

Il percorso espositivo della mostra di Gloria Campriani non è semplicemente il filo come materiale, ma il filo come condizione relazionale.
Le sue opere non costruiscono immagini decorative né esercizi di Fiber Art in senso tradizionale: generano piuttosto sistemi fragili di connessione, tensione, riparazione e trasformazione, dove ogni elemento esiste solo nella relazione con gli altri.

In “Uniti per una nuova tessitura sociale, il tessere diventa metafora concreta dell’abitare contemporaneo.
Fili riciclati, nodi, intrecci, strutture instabili e trame continuamente rigenerate danno forma a opere che parlano di comunità, vulnerabilità, adattamento e resistenza. Non esiste mai un ordine definitivo: ogni configurazione resta aperta, mobile, attraversabile. La materia sembra cercare continuamente un nuovo equilibrio senza mai irrigidirsi in una forma conclusa.

Nel lavoro di Campriani il gesto del tessere assume un valore quasi antropologico.
La rete diventa organismo sociale, il nodo memoria di un conflitto, la riparazione possibilità di rinascita. Ogni filo conserva la traccia di una tensione precedente e, allo stesso tempo, la possibilità di una nuova connessione. È una pratica che lavora sulla rigenerazione più che sulla costruzione: recuperare, riannodare, reintegrare, trasformare ciò che sembrava consumato o separato.

Opere come Graffiti di filiTessuto connettivo e L’intreccio non si limitano a rappresentare relazioni: le mettono fisicamente in scena. Lo spazio viene attraversato da architetture instabili che ricordano strutture biologiche, mappe mentali, reti neuronali o organismi in continua mutazione. L’osservatore non si trova davanti a un oggetto chiuso, ma dentro un campo di tensioni dove fragilità e resistenza convivono continuamente.

Questa dimensione trova il suo punto più radicale nella performance Carcassa, dove il corpo dell’artista entra letteralmente dentro una struttura precaria, oscillante, insufficiente ad accoglierlo.
Il movimento diventa allora tentativo di sopravvivenza, adattamento continuo, ricerca impossibile di stabilità. La carcassa non protegge davvero: espone. Costringe il corpo a ridefinire continuamente la propria posizione nello spazio, trasformando la vulnerabilità in esperienza visibile.

Nel lavoro di Gloria Campriani la tessitura smette così di essere tecnica o decorazione per diventare dispositivo esistenziale.
Il filo non unisce semplicemente delle parti: rende visibile la dipendenza reciproca che sostiene ogni forma di vita collettiva.

In un presente segnato da frammentazione, isolamento e irrigidimento identitario, queste opere propongono una possibilità diversa: non l’idea ingenua di armonia, ma la costruzione faticosa e instabile di un equilibrio comune.

Ed è forse proprio qui che il lavoro di Campriani diventa necessario:
nel ricordarci che ogni comunità, come ogni tessuto, esiste soltanto finché qualcuno continua a intrecciarla.

Questa ricerca trova il suo punto più radicale nella performance Carcassa, presentata durante il finissage di domenica 21 giugno con musiche di Marco Lenzi. Il corpo dell’artista entra dentro una struttura fragile e oscillante, trasformando precarietà, adattamento e vulnerabilità in esperienza fisica e visibile.

Gloria Campriani — Uniti per una nuova tessitura sociale

dal 31 maggio al 21 giugno 2026
NISTRI 33, via Marianna Nistri 33, Prato
Inaugurazione: 31 maggio 2026, ore 17.00
Finissage performativo Carcassa: 21 giugno 2026
musiche di Marco Lenzi
Ingresso libero

tel. 3476419142 – 3285656609

Biografia

La pratica di Gloria Campriani  intreccia Fiber Art, installazione e performance attraverso processi aperti e in continuo divenire. Le sue opere mettono in relazione arte, memoria, pedagogia e dimensione sociale, mantenendo centrale l’autonomia del gesto artistico.

Ha esposto in musei, istituzioni e manifestazioni nazionali e internazionali, tra cui Museo Novecento di Firenze, MART di Rovereto, Museo del Tessuto di Prato, Palazzo Ducale di Genova, Palazzo Medici Riccardi, Milano Scultura, Museo Pecci di Prato, Castello Gamba – Museo di Arte Contemporanea e numerosi spazi pubblici e istituzionali in Italia e all’estero.

NISTRI 33 non espone semplicemente opere: mette in gioco idee che prendono forma nello spazio. Lo spazio indipendente promuove progetti fondati sulla ricerca e sul confronto diretto con il pubblico, rifiutando logiche speculative e modelli espositivi a pagamento.

tessuto connettivo