Quarantaduesima poesia di una serie composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita
di Antonio Petracchi
Temporali estivi
Improvviso appare un suono sordo, cupo, forte
Lassù dentro le nuvole
Arriva brontolando con voce alta
Sbotta, sgrida, minaccia
Si fa annunciare da folate di vento
Spazzano ora di qui, ora di là fogli e cartacce
Porte che sbattono
Cartoni che volano
I lenzuoli stesi ad asciugare ora friniscono
Sparito è il sole
Rantoli, tuoni, saette, gomitoli di vento
Bassi sempre più vicini
Grigio il cielo
Arriva la pioggia i primi son goccioloni, poi più fine, sempre più forte
Ora si accompagna con la grandine
Fa la nebbia, martella, picchia, spezza, ammacca
Tutti a scappare a nascondersi, a guardare con stupore
Una strage di foglie e sporco prende a correre per la strada
Rivoli che subito diventano ruscelli, portano via tutto, vanno a intasare tombini e fossi
Il caldo, l’afa, il sole un ricordo
Il sudore è passato
Freddo, bagnato come un pulcino aspetto
Che si sfoghi
Che passi
Che il sole ritorni dar luce al mondo
