Prato, 1 aprile 2025 – A seguito del rifiuto del ministro Nordio di rafforzare l’organico della Procura di Prato, così come richiesto dal procuratore Luca Tescaroli, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli promuovono una campagna di raccolta firme per chiedere al Ministro della Giustizia, al Governo, al CSM e a tutti gli organi competenti di intervenire subito e di dotare la provincia di Prato dell’organico di cui ha bisogno.
Nello specifico, si chiede la copertura immediata del posto vacante, l’ampliamento stabile della pianta organica della Procura con almeno due magistrati in più, un piano straordinario per il personale amministrativo del Tribunale di Prato e degli altri uffici giudiziari collegati (compresi NEP e giudice di pace) e l’attivazione urgente di tutti gli strumenti straordinari previsti dall’ordinamento, comprese le piante organiche flessibili distrettuali, previste proprio per gli uffici giudiziari che versano in condizioni critiche di rendimento.
«Gli italiani hanno appena detto No a una riforma che indeboliva l’equilibrio costituzionale della giustizia. Nordio, invece di ascoltare quel messaggio, continua a indebolire nei fatti proprio i territori più esposti e Prato è il caso simbolo. I dati ufficiali del Comune di Prato dicono che al 31 dicembre 2025 la città conta 196.308 residenti, di cui 51.004 stranieri, pari al 25,98% della popolazione. Sono numeri che descrivono una realtà complessa, intensamente attraversata da flussi economici, sociali e migratori, che richiede una presenza forte e credibile dello Stato» spiegano i consiglieri regionali Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli.
«La stessa Procura di Prato, nel proprio Programma annuale delle attività 2025, scrive che la città e la provincia pratese sono segnate da una complessità e da una pericolosità criminale non ancora del tutto conosciute nella loro reale estensione – continuano i consiglieri – e la Procura di Prato ha una pianta organica non sufficiente per un territorio connotato da fenomeni criminali specifici e da una forte pluralità etnica. In questo quadro si inseriscono anche la crisi degli uffici giudiziari e la situazione critica del carcere della Dogaia. Invitiamo i cittadini toscani a firmare questo appello perché le istituzioni preposte intervengano immediatamente».
«La petizione sarà già da stasera sottoscrivibile sulla piattaforma Change.org – concludono – poi organizzeremo eventi sul territorio e lavoreremo affinché sia sostenuta dalle associazioni territoriali e locali che ogni giorno si battono per la difesa della giustizia».
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