PESCIA (PT) – C’è un’inquietudine che precede il segno. Un’ansia che si diffonde nell’aria
dello studio, uno spazio carico dell’attesa di un gesto inevitabile, necessario, quasi
fisiologico. È da questo moto “primitivo, inspiegabile e irrazionale” che nascono le
ventisette opere di Paolo Tesi per Visceralità primitiva, la mostra che la Fondazione
POMA Liberatutti di Pescia dedica all’artista pistoiese dal 26 febbraio al 24 maggio
2026.
Tesi, classe 1945, pittore, incisore e scultore è da sempre una figura autonoma nel
panorama artistico italiano, un “pittore con la tentazione di scrivere” che ha eluso scuole e
correnti per costruire un linguaggio personalissimo, sospeso tra pittura e grafia, accumulo
e annullamento. La sua ricerca, iniziata negli anni Sessanta e giunta oggi alla settantesima
esposizione personale, non è mai stata così concentrata e potente come in questa serie
realizzata ex novo per Pescia.
Il titolo, Visceralità primitiva, non è un esercizio di stile ma la dichiarazione programmatica
di un metodo. Ventisette grandi fogli – 10 a colori ad inchiostro su carta e 17 monocromi di
pastello a cera su carta – diventano campi di battaglia dove si consuma un conflitto
inestinguibile tra l’urgenza di dire e l’impossibilità di una forma definitiva. Tesi attacca la
superficie con una voracità che a tratti sconcerta. Segni, grafemi, macchie, tracce si
accavallano, si inseguono, si sovrappongono, vengono “inghiottiti” dal bianco del foglio o
dalla densità del nero, per poi riemergere in un’altra zona della carta. Si tratta di lavori di
grandi dimensioni, ampi spazi di cui l’artista ha bisogno per racchiudere e unire le opere
attraverso un continuum di temi che si richiamano tra loro.
I soggetti? Sogni, stati d’animo, frammenti di un subconscio esplosivo e visionario. Lettere
dell’alfabeto si mescolano a forme organiche, evocando un desiderio di narrazione che
però si frantuma immediatamente in pura espressività cromatica e gestuale. Non c’è una
storia lineare, ma il flusso di coscienza di un artista per il quale il fare è un’azione
necessaria, non mediabile, un modo per esistere nello spazio e nel tempo.
La mostra, allestita negli spazi industriali e polifunzionali della Fondazione POMA
Liberatutti – vero e proprio hub culturale sulle rive del fiume Pescia – espone la nudità del
processo creativo, con tutta la sua fatica, la sua ansia, la sua bellezza tormentata. È un
viaggio nelle zone d’ombra dell’atto artistico, dove la luce è fornita solo dal lampo
improvviso di un segno che squarcia il buio, prima di esserne nuovamente assorbito.
Visceralità primitiva è la prova che, a ottant’anni compiuti, Paolo Tesi non ha affatto
smesso di cercare. Anzi, ha affilato gli strumenti della sua ricerca per scavare più a fondo,
verso quel nucleo primitivo e irrazionale dove arte e vita coincidono in un unico,
inarrestabile fremito.
Il catalogo, pubblicato da Edizioni Fondazione POMA Liberatutti nella
collana PomArte e curato da Marta Convalle, raccoglie i contributi critici di Rosa
Pierno e Anna Brancolini.
La mostra inaugura giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 18.00, alla presenza dell’artista,
della curatrice, delle autrici dei testi critici in catalogo e del Presidente della Fondazione
POMA Liberatutti Paolo Trinci.
L’esposizione è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle
22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00.
Ingresso libero, senza obbligo di iscrizione alla Fondazione.
INFORMAZIONI
Visceralità primitiva – Paolo Tesi
Fondazione POMA Liberatutti, Piazza San Francesco 12, Pescia (PT)
26 febbraio – 24 maggio 2026
Inaugurazione: giovedì 26 febbraio, ore 18.00
Orari: Mer-Sab 10-12.30 / 17.30-22; Dom 10-12 / 17.30-22
Ingresso libero.
Email info@pomaliberatutti.it | www.pomaliberatutti.it
Si ringrazia per la foto del dipinto
Ufficio stampa
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