La squadra de Il Decoratore Pistoia Women C5 festeggia durante la Coppa Toscana

Oltre i numeri, l’anima. Il Decoratore Pistoia Women C5 e quella Coppa Toscana che racconta un gruppo straordinario

Un mese dopo il trionfo al Pala Kobilica, riavvolgiamo il nastro della finale contro il Firenze. Dove il talento delle singole ha trovato sostanza in un abbraccio collettivo e nella strada tracciata dal gruppo storico.

PRATO – Trenta giorni non bastano a disperdere l’eco di una finale. Chi era al Pala Kobilica quel 6 gennaio, sente ancora vibrare il parquet sotto i piedi. Perché quel 7-4 con cui Il Decoratore Pistoia Women C5 ha strappato la Coppa Toscana al Firenze C5 non è stato solo un risultato sportivo. È stato un manifesto.

L’aritmetica del talento, certo, è implacabile e magnifica: Jessica Marques è una fuoriclasse che non ammette repliche. La sua cinquina – che l’ha proiettata alla cifra mostruosa di 82 reti stagionali – e quella “sassata” da metà campo per il decisivo 6-4, restano gesti tecnici di rara bellezza. Così come è impossibile non riconoscere la regia lucida di Duda Prestes (MVP della competizione), capace di dettare i tempi con una naturalezza disarmante. Ma ridurre il trionfo di Pistoia alle sole individualità sarebbe un errore di prospettiva. Sarebbe non aver capito nulla di questa squadra.

La vera chiave di volta della stagione, e forse di un intero ciclo, va cercata altrove. Va cercata nell’azione del 4-0: un’uscita dal pressing da manuale, l’asse Duda-Guarino che libera al tiro la capitana Puopolo. Futsal puro. Ma è quello che accade un secondo dopo a spiegare tutto: l’abbraccio.
In quella stretta tra Giorgia Badalassi, Elisa Guarino e Claudia Puopolo, con Beatrice Baldi che scatta dalla panchina per unirsi al gruppo, c’è l’identità del club. C’è il nucleo storico che accoglie e trascina, azzerando le gerarchie. Lo si è visto nella grinta di Melania Pisa, autrice del 3-0 e combattente nata, e nella freddezza di Yasmin Toledo Milani: buttata nella mischia all’esordio, che ha risposto con parate importanti.
È la stessa energia che anima chi lavora in silenzio con tanto impegno come la preziosa Aida Castrovilli, l’affidabile Sara Trimonte, la sempre “nuova” Claudia Sirna e il talismano Giada Venditti. O chi, come Aline De Siqueira, pur costretta fuori dal campo, ha sostenuto le compagne con una presenza costante. In quell’abbraccio, stretto e necessario, c’erano le stagioni difficili, la fatica degli allenamenti, la scelta di ripartire per arrivare sul tetto della Toscana e chissà… Lì, il tempo si è fermato per ribadire un concetto: i legami vengono prima dei trofei. Un’eredità emotiva che resta, ben oltre il metallo della medaglia.

Merito anche di Mister Emiliano Biagini. Un tecnico che vive la partita intensamente, esigente fino all’ossessione anche sul triplo vantaggio, e capace di costruire una mentalità d’acciaio. È stata la sua gestione a tenere la barra dritta quando il Firenze – avversario fortissimo, leale e mai domo, uscito tra gli applausi – era risalito fino al 5-4, facendo tremare un po’ le gambe. In quel momento critico, Pistoia non si è disunita: ha attinto a un serbatoio invisibile di fiducia reciproca, trovando la lucidità per chiudere i conti.

A un mese di distanza, non celebriamo solo una vittoria. Celebriamo la bellezza di un gruppo che ha saputo soffrire e vincere come un unico corpo. Pistoia si gode la Coppa Toscana, ma la lezione che lascia è un’altra: il senso di appartenenza, alla fine, resta lo schema più efficace del mondo.

Photo Credit Tommaso Ciriolo / Ufficio Stampa Pistoia Women C 5

Redazione Sport

La squadra de Il Decoratore Pistoia Women C5 festeggia durante la Coppa Toscana

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Le giocatrici del Pistoia Women C5 in campo

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