L’ottavo di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita
di Antonio Petracchi
Non ci si arriva per caso, non ci si imbatte perché te lo trovi davanti.
Arrivando dalla strada che da Pracchia porta a Ponte alla Venturina vedi qualche cosa lassù tra gli alberi, ma non è di strada, devi svoltare, devi lasciare la strada maestra per poterci andare. Un gruppo di case, attaccate, sparpagliate interno alla stradina, ora asfaltata, che finisce nel bosco. Chi è arrivato qui non ci è venuto per caso, né ora né allora, chi va via da qui non va via per caso, né ora né allora. Un borgo, un paesino come tanti, un gruppo di case di montagna. Prima era il bosco che dava da vivere, ora nessuno fa più il bosco, si uno c’è che fa il boscaiolo, tutti hanno un pezzetto di castagneto, tutti hanno la motosega, anzi le motoseghe, tutti hanno la motocariola, ne ciuchi ne muli, ne tantomeno, mucche o capre. Tutti fanno l’orto, c è chi sa e si vede, piantine pronte da mettere a dimora , zucchetti, peperoni, melanzane e… anche il cocomero ho visto in un pezzetto di terra fine come il pepe, nera come i pensieri. D’estate il borgo di Lagacci è pieno di gente, automobili parcheggiate ovunque, tutte le case sono aperte, tutti vanno all’appalto ora da tutti chiamato Pollaio, tutti ci sono per i grandi ritrovi che la Pro Loco organizza, tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti, quando si incontrano riprendono il discorso dove lo hanno lasciato la volta scorsa, non c’è un ciao che dà avvio alle parole, allora cosa ti hanno detto, ma poi siete stati lì, senza tanti buongiorno e arrivederci, bastano quelli del primo incontro, poi come quando entri in casa, non è che parti con un saluto, sei dentro una famiglia, sei dentro una bolla, se incontri qualcuno sai che non è lì per caso, perché chi è lì è figlio parente o amico di qualcuno che li ha le barbe e questo basta. Confusione! Nessuna radio accesa, nessuna macchina che passa, si quelle che arrivano o vanno via, la fonte con il lavatoio scorre e manda l’acqua a tutte le case, una chiesina, un piccolo cimitero. Isa sta per piovere hai i panni stesi, così Valentina chiama, mentre allunga il passo. Lagacci un punto nel nulla, un gruppetto di case nel bosco, un punto dove non sei nessuno, dove senti di far parte del tutto.
