“In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont” così si è espresso oggi il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano
Oltre 2 miliardi di euro di danni tra Sicilia-Sardegna-Calabria, quattro morti, oltre 300 persone disperse. Questi sinora gli effetti del passaggio del ciclone Harry nel Mediterraneo avvenuto tra il 20 e il 21 gennaio 2026. In Sicilia i danni calcolati fino a ora superano il miliardo, colpiti più di 100 i km di costa ionica, centinaia le persone ritrovatesi senza una casa. E se sulla costa il mare e il vento hanno lasciato segni evidenti del loro passaggio, nell’entroterra il protagonismo è della pioggia.
A Niscemi, paese di 25 mila abitanti in provincia di Caltanissetta, l’incubo continua, la frana che dieci giorni prima aveva interessato contrade più periferiche dell’abitato, non si è fermata: le piogge causate dal passaggio del ciclone hanno reso il terreno argilloso dell’altopiano, dove sorge il centro abitato, ancora più scivoloso, creando nella zona sud-ovest del paese una frana lunga 5 km, con un taglio che supera i 25 metri. Le persone sfollate sono diventate più di mille in 24 ore. Ma la frana continua a camminare, e così anche l’area del paese evacuata si allarga di conseguenza.
Intanto, il sindaco di Gela, Terenziano di Stefano, dichiara la disponibilità ad aiutare Niscem9i nella ricostruzione cedendo dei territori “a ricostruzione dei quartieri franati a Niscemi (Caltanissetta) potrebbe iniziare dalle aree, lungo la Piana di Gela, attualmente in territorio gelese. Siamo pronti a cederle al Comune di Niscemi” mentre il governo ha stanziato soli 33 milioni di aiuti per la Sicilia, giudicati del tutto insufficienti dall’opposizione.
C’è poi la questione di come la frana fosse nota dal 1997 e nessun intervento di messa in sicurezza sia stato mai attuato.
Si è iniziato a discutere della possibilità di utilizzare i fondi destinati al Ponte sullo stretto per sostenere la popolazione, ma sia la Lega che Forza Italia si sono già espressi contro questa ipotesi.
Galleria di immagini prima/dopo il disastro:





Video di immagini prima/dopo su quanto si estende la frana a questo link sul canale Local Team: https://www.youtube.com/watch?v=vArMVMG_gis
Leonardo Panerati
