I docenti di Prato e delle aree limitrofe in una assemblea di ieri domenica 1 febbraio hanno discusso degli eventi concernenti gli attacchi alla libertà di insegnamento e hanno pubblicato un documento di risposta.
A Prato la questione si è sollevata a partire da una lezione di educazione civica dedicata all’antifascismo organizzata l’8 gennaio scorso al liceo “Carlo Livi”. L’associazione giovanile di destra aveva accusato l’istituto di attuare propaganda politica verso gli studenti. Quella sera i giovani di Azione Studentesca hanno affisso uno striscione davanti al Livi, all’indomani dell’aggressione subita a Roma da quattro militanti di Gioventù Nazionale sembra da parte di estremisti di sinistra. Azione Studentesca ha bollato quanto avvenuto al liceo Livi come “l’ennesimo festival del pensiero unico”, accusando la dirigenza scolastica di spacciare l’antifascismo per programma didattico. Secondo l’associazione, iniziative come queste non favorirebbero il pensiero critico degli studenti, ma si tradurrebbe in una sorta di “catechismo politico forzato”. A tutto questo si collega la campagna lanciata a livello nazionale da Azione Studentesca che invita a segnalare i docenti ‘di sinistra’ e stilare delle liste di proscrizione.
A questi eventi vi sono state molte reazioni, con molti docenti da tutta Italia che hanno manifestato solidarietà all’istituto Livi. Ieri in particolare i docenti di Prato e delle aree limitrofe, riunitisi in assemblea, hanno discusso di questi eventi come inclusi in un quadro di attacchi alla libertà di insegnamento e alla democrazia, e hanno pubblicato il seguente documento:
ASSEMBLEA DELLE SCUOLE DI PRATO, domenica 1 febbraio 2026
I docenti delle scuole di Prato e delle province limitrofe si sono oggi
riuniti in assemblea per discutere dei sempre più frequenti attacchi alla
libertà di insegnamento e alla democrazia che la scuola italiana sta
subendo.
Ribadiamo l’insindacabilità del concetto di ANTIFASCISMO, il
quale, ben lungi dall’essere un’opinione tra tante o la bandiera di un
particolare colore politico, rappresenta al contrario la base della
Costituzione e quindi degli ordinamenti della nostra Repubblica, ed è
dunque lo strumento principale affinché un pluralismo di opinioni possa
realizzarsi nella scuola e nella società in generale.
Allargando lo sguardo, osserviamo molte crepe in quelli che sono
da 80 anni i baluardi della convivenza civile nel mondo: il ripudio della
guerra e l’aspirazione alla pace , la sovranità e l’indipendenza dei popoli,
la salvaguardia delle libertà civili, il diritto ad un’esistenza dignitosa per
ogni persona, a prescindere dalle condizioni economiche, sociali e
personali, il che include naturalmente il diritto allo studio, che cerchiamo
di realizzare ogni giorno con il nostro lavoro.
Rispetto a questi temi, riteniamo che la scuola pubblica rappresenti
un baluardo fondamentale a difesa dei valori espressi dalla nostra Carta
Costituzionale oltre che dalle altre convenzioni internazionali sui diritti
umani.
Consideriamo la scuola come il luogo dove le persone più giovani
imparano non solo nozioni riguardo a saperi costruiti altrove, ma anche e
soprattutto a sviluppare in proprio un pensiero consapevole, critico,
libero e indipendente e a confrontarsi con l’altro da sé nei modi e nei
metodi sanciti dalla nostra democrazia. La scuola è dunque luogo di
incontro, di confronto, di approfondimento della realtà circostante oltre
che di mera trasmissione dei contenuti curricolari.
Intendiamo farci parte attiva nella difesa dei valori civili, ispirandoci
direttamente alla nostra carta costituzionale e in particolar modo a quei
dodici Principi Fondamentali che ne sono base e premessa.
A questo scopo diamo il via a un processo organizzativo finalizzato
a costituire una rete di lavoro che coinvolga tutto il personale scolastico,
per vigilare sui tentativi di svalutazione della scuola pubblica e di
limitazione della libertà di insegnamento e per essere, insieme alle
organizzazioni e associazioni che ci affiancheranno nel percorso,
presidio di democrazia e cittadinanza attiva.


Leonardo Panerati
