Il tredicesimo di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita
di Antonio Petracchi
La coperta
Dai prendi, ma se non vuoi lascia stare, non voglio che… lascia stare, capisco non mi offendo. Ma com ‘è che anche te vieni qui, io ci vengo per non star solo, anche se poi non parlo con nessuno. Sto qui seduto in disparte e guardo, osservo scruto ogni minimo passo ogni respiro, vivo o meglio rivivo.
Quando c è musica…È un ballo unico quello tra il corpo e la mente, scivolano entrambi sinuosi sul palco quasi in punta di piedi, nel ritmo, rumoreggia quel colpo di tacco, come in un tango argentino, il corpo si lascia andare mentre la mente si abbandona, poi quando il suono aumenta volteggiano entrambi veloci nell aria, si slanciano verso calde emozioni, si abbracciano e si fondono in uno stato di benessere.
A te piace la musica, e il ballo? Scusa se ti ho fatto una domanda così diretta che sfiora l’anima, così intima, scusa se vuoi me ne vado più in là anche se non vedo dove. La vuoi un po’ della mia coperta, se mi avvicino, se ci avviciniamo sentiremo più caldo e se poi ci copriamo con la mia coperta, allora vedrai staremo tutti e due meglio, i nostri corpi si sfioreranno e quel tepore ci scalderà anche dentro, anche se continueremo ad esser soli.
