Firenze, martedì 3 marzo 2026 – InStabile Culture in Movimento, presidio culturale situato nell’area del Varlungo a Firenze, si trova in una situazione di grave incertezza che mette a rischio la continuità delle proprie attività artistiche, culturali e sociali e la sopravvivenza stessa del progetto.
A ottobre 2025 è stato eseguito lo smontaggio del bistrot, nel rispetto delle disposizioni normative che ne imponevano la rimozione. Tuttavia, lo scorso dicembre è arrivata una nuova comunicazione via PEC che ha rappresentato un duro colpo: il Comune ha infatti richiesto la rimozione della tensostruttura del circo, che era tuttavia stata regolarmente assentita nell’ottobre 2025, mettendo ulteriormente in difficoltà il progetto. Per evitare lo smontaggio immediato, con disastrose conseguenze economiche e di presidio, è stato avviato un ricorso al Tar Toscana per chiedere d’urgenza la sospensione dei provvedimenti comunali e salvaguardare la continuità del progetto culturale.
Un presidio culturale e sociale
InStabile è uno spazio culturale attivo dal 2020 in via della Funga, nell’area del Varlungo a Firenze Sud, nato come progetto di rigenerazione urbana che unisce circo contemporaneo, teatro, musica, formazione e attività sociali. Diventato rapidamente un importante polo culturale a livello locale e nazionale ha ricevuto il sostegno e il contributo di enti pubblici e privati: Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze e dal 2025 è finanziato come Azione Trasversale-Coesione e Inclusione Sociale dal FVNS del Ministero della Cultura.
InStabile nasce per diffondere cultura e generare socialità attraverso varie forme artistiche con l’intento di creare aggregazione ed inclusione sociale. La maggior parte delle attività (spettacoli, matinée per le scuole, percorsi di formazione artistica con attività dedicate anche a minori, anziani e soggetti in condizioni di fragilità) vengono offerte gratuitamente agli utenti. All’interno dello spazio, InStabile gestisce anche un bistrot, fondamentale per il sostegno economico alla parte artistica e sociale.
In quasi sei anni di attività, InStabile ha trasformato un’area precedentemente abbandonata e segnata da episodi di degrado in un luogo vivo, sicuro e frequentato: nei mesi estivi un’area all’aperto attiva tutti i giorni con proposte artistiche, bar e bistrot; nei mesi invernali uno Chapiteau all’interno del quale si svolgono concerti, spettacoli, matinée per le scuole e percorsi di formazione. La continuità delle attività è fondamentale per mantenere un presidio importante per il quartiere e rendere la zona più sicura.
Inoltre InStabile ha creato nel tempo un circuito di lavoratrici e lavoratori (12 dipendenti nella stagione estiva, 23 dipendenti nel pubblico spettacolo, 15 collaboratori) che dipendono economicamente dalla sopravvivenza del progetto. A questi si aggiungono gli insegnanti di associazioni terze ospitati con i propri corsi di formazione oltre ad una fitta rete di enti che producono cultura e attività all’interno dello spazio.
La mancanza di certezze sta generando una situazione di frustrazione e precarietà lavorativa per operatori e lavoratrici di un settore già fortemente fragile.
Una vicenda che si protrae da anni
Lo spazio di InStabile è complicato anche dal punto di vista urbanistico – edilizio. In questi anni le associazioni che lo animano hanno richiesto titoli edilizi per l’installazione di opere stagionali, diverse tra la stagione invernale e la stagione estiva.
Per dare stabilità e continuità al progetto, Instabile ha richiesto due volte al Comune di Firenze di rilasciare una autorizzazione in deroga, prevista dal Regolamento Edilizio (art. 18) per attività di particolare valore culturale e sociale. Tuttavia, entrambe le richieste non hanno avuto esito positivo. Ad essere contestata non è la non concessione della deroga in sé e per sé, ma la mancanza di una comunicazione tempestiva e chiara sulla documentazione necessaria, sulle cose che non andavano bene e le integrazioni necessarie ad ottenerla. Questa situazione di stallo ha gravato sulle finanze, già precarie, dell’associazione con spese per ingegneri e progetti/certificazioni che si sono rivelate inutili.
A seguito della negazione della deroga, Instabile ha smontato nei tempi prescritti dall’ Ufficio dell’Urbanistica le strutture del Bistrot, l’unica ancora “in piedi”, poiché lo Chapiteau era già stato smontato in primavera.
Lo smontaggio del Bistrot ha avuto conseguenze economiche rilevanti, rappresentando infatti uno dei principali motori di sostegno alla programmazione culturale dello spazio. Nonostante questa grande difficoltà economica l’associazione decide di portare avanti il progetto culturale e monta lo Chapiteau, in collaborazione con altre associazioni, a ottobre 2025 con un permesso temporaneo della durata di sei mesi.
La contestazione sullo Chapiteau
Il 29 dicembre 2025 è stata comunicata via PEC la richiesta di smontare anche lo Chapiteau (tendone da circo), contestandone la presunta non temporaneità e sostenendo che, per caratteristiche statiche legate a vento e neve, la struttura dovrebbe essere montata esclusivamente nei mesi estivi. A fine febbraio 2026, l’ultimatum del Comune: “Avete dieci giorni per smontare le strutture, pena l’acquisizione dell’area al patrimonio del Comune e la fine del progetto”.
È documentabile — anche fotograficamente — che durante la stagione estiva nell’area non è presente alcun tendone: lo Chapiteau viene regolarmente smontato e utilizzato altrove.
La contestazione relativa a vento e neve è disciplinata da indicazioni standard fornite per le strutture circensi temporanee, che prevedono l’evacuazione e l’alleggerimento del carico tramite procedure tecniche specifiche in caso di neve, e la sospensione delle attività in caso di previsione di vento forte (la struttura è certificata fino a 80 km/h). Si tratta di protocolli ordinari per questo tipo di allestimenti che a livello nazionale ed internazionale vengono montati anche nelle stagioni invernali in condizioni climatiche molto più avverse. Il Comune “confonde” tra utilizzo stagionale temporaneo ed edificazione definitiva: infatti, i rilievi sull’asserita inidoneità del tendone per i carichi di vento e neve è emersa nel procedimento di autorizzazione in deroga per l’installazione stabile, e non stagionale, delle strutture.
Una richiesta chiara
Raccontano Natalia Bavar, Caterina Fabbri e Sara Santarnecchi, socie fondatrici di InStabile Culture in Movimento: “A partire dal 2023 abbiamo avviato un dialogo altalenante con l’Ufficio Urbanistica e con gli assessori per comprendere quali siano gli adeguamenti tecnici o le innovazioni necessarie affinché le strutture possano passare da temporanee a stabili, garantendo così continuità gestionale e sostenibilità economica al progetto. Non abbiamo avuto indicazioni chiare né risposte formali che consentano di avviare un percorso tecnico definitivo ed inoltre, da gennaio 2025 abbiamo riscontrato un totale rifiuto all’ascolto e alla collaborazione, più volte abbiamo chiesto ad assessori e uffici competenti un appuntamento che continua a venirci negato con un atteggiamento di totale opposizione. Chiediamo quindi un’interlocuzione chiara e congiunta con gli uffici competenti, creando un tavolo tra InStabile, Amministrazione e Ufficio Urbanistica, per definire una linea complessiva di adeguamenti che consenta di uscire dall’attuale situazione molto critica per tutte le persone che lavorano e collaborano con noi. Siamo certe che tutti gli adeguamenti tecnici possano essere affrontati e risolti. Quello che manca è una direzione condivisa.”
“Il teatro è un rituale collettivo. Nasce dall’esigenza di partecipazione e comprensione. In una società che tende a rendere la cultura sempre più distante e percepita come elitaria, InStabile rappresenta un teatro popolare, accessibile, aperto. Sono infatti tantissimi i messaggi di sostegno arrivati negli ultimi mesi, il pubblico e tutto il circuito che partecipa e frequenta è pronto ad aiutare. A tal proposito abbiamo attivato una campagna di raccolta firme. Riteniamo che le istituzioni debbano accompagnare e sostenere esperienze di questo tipo, soprattutto quando contribuiscono alla sicurezza, alla coesione sociale e alla vitalità culturale delle aree periferiche. InStabile è pronta al dialogo. Ora attendiamo una risposta.”
