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Il Re dei colori 3 – Antonio Petracchi

Il diciannovesimo di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita

di Antonio Petracchi

Il Re dei colori
Terza parte

Non era ancora arrivato sulla soglia della porta di casa, che una domanda lo assalì: dove vado a trovarla?
Uscì pensando che avrebbe dovuto domandare a chi aveva sentito il suo profumo e visto i suoi colori. Pensava, camminava e domandava a tutti i colori che al suo passare prendevano vigore, loro volgendosi indicavano a lui la strada. Camminò tanto e pensò tanto, così tanto che quasi si era perso, stanco si fermò per riprender fiato e per bere, quando seduto stette, lo sciame di farfalle, di moscon d’oro, di bumbi, di pettirossi, di capinere e di una infinità di insetti e uccelli che lo seguivano in religioso silenzio si posarono intorno a lui: solo una mosca andò a posarsi su una mano.
Così facendo gli ricordò che per volare bisogna staccare i piedi da terra.
Aveva capito che Lei era portatrice di una parte del mondo che lui, il Re non conosceva, si ricordò il caldo abbraccio.
Senti il piacere che Lei gli aveva portato, senti la forza che Lei gli dava, sentì l’ Amore di lei. Senti il desiderio dell’Amore e che ora era disponibile a fargli posto, a rinunciare ad un po’ dei suoi impegni, calcetto, pesca, caccia, bicicletta, funghi, biliardo. Doveva trovare il tempo da passare con lei, capì che per volare via con Lei doveva alleggerirsi e solo così avrebbe potuto staccare i piedi da terra ed entrare in unione e vedere tutti i colori del mondo. Capì che tutto dipendeva da lui. Mentre faceva buoni propositi arrivò da dietro una folata di vento con grande fruscìo, lo passò per tornare indietro ad avvolgerlo come una morbida sciarpa, in un attimo passò dal fresco della notte al dolce tepore della primavera.
Apparve lei dentro una nube che sembrava fatta di farina tanto era densa, all’inizio nebbia mista a polvere di blu egizio a polvere di quarzo, mentre si dissolveva presero ad apparire colori di sabbia silicea mista al blu di Ercolano.
Il tutto mandava sensazioni paradisiache e non sembrava aver fine, continuavano nuove e ancor più strabilianti striature questa volta dominate dal rosso vermiglio, dal rosso porpora, presero poi ad apparire piccole nuvole di color verde ametista, mentre i suoi piedi poggiavano solidamente su un groviglio di bruno di mummia. Di quali stregoneria fosse padrona lei non mi è stato dato mai di capire, appena si placò quel turbine, lui il Re dei colori si lanciò con le braccia aperte verso di lei per stringerla a sè, per bloccarla. Questa volta non l’avrebbe lasciata andare, gli avrebbe proposto di fare un lungo viaggio insieme, se Lei la Regina dei colori del cielo, era ancora disponibile.