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Il mare in teatro – Antonio Petracchi

Il ventiduesimo di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita

di Antonio Petracchi

Il mare in teatro


Salito nel palco ero rimasto a guardarmi intorno, cercavo tra le poltroncine.
Cercavo persone conosciute, ma più che loro guardavo quelle persone. Ma perché quelli che vanno a teatro sono tutti un po’ snob. Ciarpine, foulard, maglie dai colli impensabili, sottane larghe, colorate, variopinte, capelli e barbette delle foggie antiche, ma rese ora moderne e quindi snob. Guardavo, ma tra tanta stravaganza non vedevo facce normali e quindi nessuno a me noto. Basta, alzo gli occhi e le luci si cominciano ad abbassare, così, come quelle luci lentamente passo dall ‘aspettare a desiderare che il sipario si apra. Si spengono le luci nel silenzio tutti come me aspettano, ma niente, ancora niente, a ecco si la’ ho visto muoversi qualcosa, si muove ancora, allora non era un abbaglio, esce lentamente da sotto qualcosa, un braccio, poi una gamba e così lentamente, molto lentamente prende a muoversi la scena.
Così piano, piano senza che io possa capire bene cosa si sta preparando, così comincio a domandarmi, perché fa così, sicuramente ora arriverà qualcun altro e così piano piano comincio ad entrare nella scena.
Come la mano del borsaiolo, lentamente s’ infila nella tasca interna della giacca e va invisibile sopra il cuore e… senza che tu senta la mano dell’intruso va a portarti via il portafoglio.
Così l’attore ti distrae e ti attrae e piano piano ti porta con sé sul palcoscenico, poi porta via il tuo cuore e ci mette il suo, così con mano delicata e discreta ti porta nella sua rappresentazione. Perdi il tuo e prendi il suo, piano piano, così giocando ti lasci spogliare entri nei suoi panni, ragioni come lui e come lui fai. Prendi i suoi fardelli e poi rotto l’incantesimo ti accorgi, che è teatro, che è finzione. Così entri giocando ed esci pensando

La serata a teatro è passata, ma quelle sensazioni sono ancora qui.

Il mare crea un’onda dietro
l’altra, solo tu sai cosa ci vedi.

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