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Gira, il mondo gira – Antonio Petracchi

Il ventunesimo di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita

di Antonio Petracchi

Gira, il mondo gira

Ohhh buongiorno Laura, ti aspettavo, ho proprio bisogno di scambiare due parole, questo freddo non mi ci voleva.
Stamattina ci sono diverse cose da fare, ho fatto meno del solito, sono stata sempre davanti al fuoco. Mettiamoci subito al lavoro e dopo quando prendiamo il caffè ti devo raccontare, sono accadute diverse cose.
Oltre a fare le solite faccende, volevo cambiare il letto, perché voglio rimettere il piumone, poi mi dovresti fare un piacere, su nella camera degli ospiti, nel ripiano alto dell’armadio c’è una scatola di fotografie, la dovresti prendere e portarmela qui, voglio vedere se trovo una fotografia che poi vediamo come fare. Senti, se non ricordo male, ma anche te avevi da dirmi qualcosa di tuo figlio, dopo, dopo ci diciamo tutto.
Il mondo gira fuori, ma i figli con i loro fatti e i nipoti con le loro scorribande, riescono a portarmi il mondo dentro queste stanze.
Te forse Laura l’avrai sentita quella canzonetta di Memo Remigi, Gira il mondo:

Stanotte, amore, non ho più pensato a te
Ho aperto gli occhi per guardare intorno a me
E intorno a me girava il mondo come sempre
… Gira, il mondo gira
Nello spazio senza fine
Con gli amori appena nati
Con gli amori già finiti
Con la gioia e col dolore
Della gente come me
… Oh, mondo
Soltanto adesso, io ti guardo
Nel tuo silenzio io mi perdo
E sono niente accanto a te
… Il mondo
Non si è fermato mai un momento
La notte insegue sempre il giorno
Ed il giorno verrà
Oh, mondo
… Il mondo
Non si è fermato mai un momento
La notte insegue sempre il giorno
Ed il giorno verrà
Verrà

L’ho riascoltata in questi giorni quella canzonetta e mi sono resa conto, che si era una canzonetta che mi piaceva, ma oggi quelle parole sembrano scritte per me, come è possibile che quella musica riesca a portarmi là dove nessuno può vedere e mi faccia sentire…
Dopo al caffè ne parliamo, ora dai su che abbiamo da fare più di sempre, ahh dimenticavo il giardiniere è venuto, ma sai come sono gli uomini, sono come i piccioni lasciano sempre qualcosa dietro di sé da ripulire.
Dopo al caffè