Il ventesimo di una serie di racconti brevi composta da Antonio Petracchi, che EccociToscana sta qui pubblicando in una rubrica apposita
di Antonio Petracchi
Al lume di candela
Che bella atmosfera, crea il lume di candela, quella fiammolina tremolante che spande la luce appena intorno a te. E’ andata via la luce, tornerà fra qualche ora ci dicono. Già, bella atmosfera perché sappiamo che dura poco e non vogliamo pensare che potrebbe esserci un tempo più lungo senza tanti colori, una notte buia dove non sappiamo più vivere, dove chi vuole far del male può agire, dove la sorpresa è più facile incontrare. Pause, silenzio, vuoto, buio sono spazi temporali che sappiamo farci paura, per questo le nostre vite, quelle di oggi sono costruite piene di tutto e per questo fatte di fretta, sempre coperte da musiche, con la frenesia degli impegni, centrate sul fare, sull’ appagamento individuale, fatti e voluti per distoglierci dal pensare, per dare un senso anche dove un senso non c è, piene di luci artificiali perché la luce ci da speranza, ci sposta dall’oggi verso un non so che, ci toglie dal buio dove l’insicurezza è presente e tutto avvolge. Basta la fiamma di una candela per ricordarti che la luce non è data per sempre.
Basta poco, basta trovare uno spazio vuoto, un po’ di silenzio, basta il buio per accendere il cervello e pensare.
